La direttiva IDD e le Polizze unit-linked

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Inserito da Polizzamigliore.it il 05/10/2018  

La direttiva IDD e le Polizze unit-linked

Inizialmente prevista per il 23 Febbraio 2018, il 1° Ottobre 2018 è entrata in vigore la nuova direttiva IDD (Insurance Distribution Directive). Di che cosa si tratta esattamente?

La direttiva IDD è la nuova normativa europea che regola la distribuzione di prodotti assicurativi (sono compresi tutti i rami, sia danni che vita), andando a modificare completamente l’esistente direttiva sull’intermediazione assicurativa (IMD). Inizialmente tali regole facevano parte dello stesso processo che ha portato all’entrata in vigore in ambito finanziario della Mifid II, ma successivamente tale filone si è distaccato seguendo, così, una propria strada. Il risultato che ne è derivato è stato, perciò, l’emanazione di due direttive diverse ma con notevoli convergenze tra loro. 

Allo stesso modo di ciò che Mifid II prevede per coloro che distribuiscono prodotti finanziari, infatti, la direttiva IDD stabilisce per i distributori di prodotti assicurativi un aggiornamento professionale continuo che vada a tutelare gli interessi del cliente. A fronte della possibilità di un ‘doppio obbligo’ per tutti quegli intermediari che operano su entrambi i fronti, proprio a sottolineare le convergenze tra i due settori, il Sole 24 Ore riporta la precisazione di Anasf (Associazione Nazionale Consulenti Finanziari): “Occorre semplificare e razionalizzare il tempo di lavoro, facendo in modo che i corsi di aggiornamento professionale che il consulente finanziario segue in ambito finanziario ai sensi della Mifid 2 (e dunque del regolamento intermediari Consob) possano valere anche ai fini dell’assolvimento dell’analogo obbligo previsto da IVASS (e viceversa)” [Il Sole 24 Ore, 29/09/2018].

Similmente a quanto avvenuto con Mifid II con l’Albo unico dei Consulenti Finanziari, la nuova direttiva IDD prevede, inoltre, il trasferimento della gestione del registro unico degli intermediari assicurativi (Rui) dall’IVASS all’Oria (Organismo per la registrazione degli intermediari assicurativi), istituito proprio grazie alla direttiva IDD.

Per quanto riguarda le polizze unit-linked (ovvero quei contratti assicurativi di natura finanziaria che prevedono che i premi relativi vengano investiti in quote di fondi di investimento comuni e SICAV) viene stabilito nel totale interesse del cliente che l’impresa assicurativa debba garantire che gli attivi a rappresentanza di questi contratti non abbiano l’aggravio di oneri altrimenti evitabili; più nello specifico, si garantisce al contraente il beneficiare in qualunque caso, sia in maniera diretta che indiretta, di possibili introiti che derivano dalla retrocessione di commissioni o di altri proventi sulla base di accordi con soggetti terzi.

Arriviamo, così, al maggior punto di divergenza tra le due normative e che maggiormente tocca il settore degli intermediari, ovvero quello relativo all’inducement (disciplina degli incentivi). Nel settore finanziario Mifid II stabilisce che l’inducement è ammesso solamente se viene accresciuta la qualità del servizio nei confronti dei clienti risparmiatori, a differenza di quanto, invece, viene precisato nella IDD: l’incentivo non deve intaccare negativamente la qualità del servizio, senza che sia richiesto, pertanto, nessun innalzamento della stessa. Viene specificato, inoltre, che l’incentivo deve essere valutato sulla base del fatto che esso si fondi solamente su criteri quantitativi commerciali oppure se vengano tenuti in considerazione, altresì, criteri qualitativi quali la customer satisfaction, la qualità del servizio offerto e la congruità dell’incentivo con il valore del contratto stipulato.

A differenza di quanto previsto dalla direttiva IDD, Mifid II mostra, dunque, maggiore tutela nei confronti del risparmiatore. Spetta all’IVASS il compito di attenuare questa disparità con Mifid II e garantire, pertanto, maggiore protezione al consumatore. A tal proposito, per il momento, nulla è ancora trapelato. 

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